“FUORI”

[tutto il racconto sembra scritto con più cura e lentezza del resto del quaderno, con molti segni di sbavature e cancellature sotto] 

Veniamo a quel giorno. Il motivo per cui ho iniziato a scrivere.

Prima spedizione fuori dalla Cittadella in cui vengono coinvolti dei civili..scopo: ignoto. Alla partenza contiamo quasi una trentina di Ciclopi armati fino ai denti, e 4 di noi civili pescati da ogni dove..Peter medico, Jillian leader dei Warriors, Hans licoraio, e ovviamente..io, trinceratrice. Assegnato a noi il soldato Redsoul, Eddy, in parole povere era l’addetto a farci tornare a casa interi.

Bilancio dell’uscita, assurdo. Non posso dire disastro totale..noi 5 siamo tornati indietro..solo noi però.

Andiamo con ordine. Fuori dalle mura la città è il semi-deserto infernale che si immaginano giustamente tutti, gli edifici sono smossi dalle fondamenta, si notano i segni di movimento sismico del terreno, e quindi prevedibile un’instabilità generale ovunque, con tanto di crolli. Questa la parte non colpita direttamente dall’attacco missilistico. Ci siamo spostati fino a trovarci sulla via che portava al vecchio Cimitero della Auto, ma senza prender quella, e poi..persa, non mi son più raccapezzata. Lì primo incontro, un branco di carcani. Fuga, e mezzo si combatte, mentre i Ciclopi alla fine ci coprono e noi ci leviamo da lì. Jillian ferita al braccio.

(nota: ottimo il fucile ad aria compressa che abbiam preso con Doe, ci ho intrappolato uno di quei cosi. Capsule con rete metallica, fantastiche.)

Si rimane in 10..compresi i Ciclopi, gli altri a trattenere le bestiole. E si continua. Quello che si capisce a questo punto è che:

-i soldati non ci daranno armi, loro precise parole <inoffensivi siete più sicuri>, ovvero per qualche oscura ragione se non siamo pericolosi, abbiamo più possibilità di rivedere la Cittadella. Bella questa.

-La missione è portare noi, e un reperto contenuto in una valigetta in mano loro, in un certo posto. Veramente dettagliate ste spiegazioni, già.

-Ci sono state altre spedizioni prima, ma senza fortuna..speravano noi civili potessimo riuscire.


Finiamo comunque nel deserto, va a capire dove, e ci accampiamo per diversi giorni, miracolosamente nessun problema. Si riparte, e in qualche ora circa si arriva alla meta. Bom..

La meta: un rifugio. Il 101 a quanto pare, mai sentito prima, teoricamente situato a Nord del 248. Una specie di enorme galleria artificiale, diametro fai intorno ai 30 m, qualcosa meno, su un altipiano in pieno deserto. Rifugio aperto, portellone gigantesco (acciaio) a terra divelto con la forza, dall’interno. Terreno pieno di resti umani, solo ossa, e cartelli che segnalano che sono rimasti chiusi fuori dal rifugio, a morire là. I soldati non l’hanno mai perlustrato dentro. Ambiente con radiazioni ad alto livello.

Il reperto: il giocattolo di Aya. Proprio così. Pupazzo a due teste, simil coniglio..più o meno. Ritrovato nei dintorni della Cittadella, ai Bastioni, e dalla terra rossa sopra sono arrivati al rifugio. Sembrano non sapere altro, cercano solo di capire se la bambina..esiste ancora.

La frattura: una specie di fenomeno, giusto all’ingresso del rifugio, una fessura nello spazio che sembra risucchiare dentro sé tutto, anche le radiazioni. Al nostro arrivo i soldati usano strumenti, un meccanismo, per controllarne la presenza…ed è chiusa. [Nota! Le squadre delle spedizioni precedenti paiono scomparse, e un soldato si fa sfuggire che sono svaniti nella frattura]


Cosa accadde dopo….il capitano lì ci sbraita di tornare indietro con Eddy, il soldato. Parte un ronzio nell’aria, tutto il terreno trema, si sente un rumore metallico in testa, si sentono spari dalla squadra e urlare che la frattura è di nuovo aperta, e arriva un’oscurità densa innaturale, impossibile, non si vede più nulla come ciechi, e anche i suoni sono attutiti. Perdo gli altri, la temperatura cambia velocemente, ho nausea e brividi. Voce di bambina, cerca “Eddie”, chiede di giocare. E si vede..un neonato, deforme, su una carrozzella, da cui esce un suono assurdo, strozzato. La voce di bambina continua, dice che vuole giocare, che non lo diranno ad Aya, che il paradiso è bello ma si sente sola. Io armeggio con quella stupida torcia che non si accende e all’improvviso..torna la luce, tutta. Ho in testa immagini sempre assurde, che ricordo a malapena (bambine, deformità), e frasi, anche quelle confuse (il fantasma e la Legge). E abbiamo aperto gli occhi che eravamo di nuovo alla Cittadella, non so come, là precisi.



E basta. Spedizione conclusa. Superstiti 5, di cui 4 civili e 1 Ciclope.

Reperto perduto.