Casa vecchia e nuova

Ovvero il Torchwood e la Nuova Arca.


Il primo. Colloquio tra Doe e la Sacerdotessa, ne vien fuori che finora non abbiamo una sede anche perché non abbiamo mai cercato di riaprire il Torch…cosa? Detto fatto. Andiamo in perlustrazione, noi ingegneri più Vale che non c’entrava ma è sempre ben accetto. Doe si è dimenticato che ci vuole un permesso per entrare, e io pure. Problemi? Ovviamente no. Si scavalca quel che c’è da scavalcare ed eccoci al Torch. Una semplice occhiata avevamo detto. Che si tramuta in: ispezione da trinceratrice della casa, scoperta dei doppi rinforzi esterni/interni metà vecchi e metà rifatti recentemente, portone sprangato senza tempo e giusti attrezzi non si apre un bel niente, io che suono il campanello, arresto dalla pattuglia dei Ciclopi dietro l’angolo. Possibile ci sia davvero qualcuno dentro? Ci hanno visti? Doe davanti alla porta, gargoyle mosso.


La seconda. Dopo il rapporto dei Ciclopi sulla perlustrazione al Torch (vi lasciamo andare per stavolta non fatelo mai più), visita di una delle Norne, Echidna, la nuova sede per gli Engineers è pronta. Nuova Arca, rifatta dalla Tana dei Warriors ma ehi…tanto di cappello, il posto è perfetto. Perché non più ‘apriamo il Torch’? Il Torch non è di nostra competenza, porta la corrente alla Cittadella, è troppo importante e ci pensano gli uomini di Jake von Slatt (Workshop, identificata concorrenza).



Riassumendo…Nuova base ottima. Vecchia base intoccabile (coincidenza, motivi segretezza, presenze all’interno, scomparsa Doc e Martin). CAPIRE (Sacerdotessa).